Riyadh, 10 giugno 2024 – Diriyah, alle porte di Riyadh, è oggi un punto d’incontro tra passato e presente. Qui, gli antichi palazzi in mattoni di fango convivono con moderni campi da golf e resort di lusso. In queste settimane, il quartiere storico sta attirando sempre più residenti e visitatori, tutti affascinati da questa miscela di tradizione, cultura e raffinatezza moderna.
At-Turaif, il cuore antico che parla al presente
Camminando per i vicoli di At-Turaif, proclamato patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2010, si sente ancora il respiro del primo regno saudita. Le mura in terra cruda, restaurate con cura, raccontano storie che risalgono al XVIII secolo. “Qui si respira la nostra storia”, spiega una guida locale, indicando la moschea di Salwa e i palazzi degli emiri. Visitare questi luoghi, spesso silenziosi nelle prime ore del mattino, regala uno sguardo vero sulle origini dell’identità saudita.
I sapori di casa e un’accoglienza da manuale
Diriyah non è solo storia. È anche un viaggio tra i sapori della cucina saudita. Nei piccoli ristoranti affacciati sulle piazze, il profumo del kabsa – riso speziato con carne – si mescola a quello del caffè arabo servito con datteri. “La nostra cucina è fatta di gesti semplici, ma ogni piatto racconta una storia”, dice Ahmed Al Qahtani, chef del ristorante Najd Village. Per chi cerca qualcosa di più raffinato, il Bab Samhan Hotel è tappa obbligata: un resort a cinque stelle proprio accanto alle mura storiche, dove il lusso si unisce alla discrezione. Le camere si affacciano su cortili interni ombreggiati da palme, mentre la spa richiama le antiche tradizioni del benessere arabo.
Sport e natura: tra deserto e green
Negli ultimi anni, Diriyah ha puntato molto anche sullo sport e il tempo libero. I campi da golf, curati nei minimi dettagli, attirano appassionati da tutto il Golfo. Ma è il deserto, a pochi chilometri dal centro storico, a offrire l’esperienza più autentica: all’alba o al tramonto si organizzano escursioni a cavallo che permettono di ritrovare il contatto con la natura. “Andare a cavallo nel deserto è un modo per ritrovarsi”, racconta Salma Al Harbi, conosciuta sui social come La Cavalière Élégante. Insieme a lei, molti giovani sauditi stanno riscoprendo antiche tradizioni equestri che rischiavano di sparire.
Tra innovazione e radici, una sfida da vincere
La trasformazione di Diriyah non è passata inosservata. Il governo saudita ha lanciato un grande progetto di riqualificazione urbana, puntando su turismo culturale e sostenibilità. Secondo i dati della Diriyah Gate Development Authority, sono previsti investimenti per oltre 20 miliardi di dollari entro il 2030. “Vogliamo che Diriyah diventi un modello per tutto il Paese”, ha detto Jerry Inzerillo, CEO dell’Authority. Ma non mancano i timori tra chi vive qui: “Abbiamo paura che la modernità cancelli la nostra identità”, ammette una donna incontrata al mercato locale.
Diriyah, una meta che guarda al mondo
Oggi Diriyah si presenta come una delle destinazioni più interessanti della penisola arabica. Il flusso di turisti internazionali è in crescita: secondo il Ministero del Turismo saudita, nel 2023 più di 1,2 milioni di visitatori hanno scelto questa meta. Gli eventi culturali, le mostre d’arte e i festival gastronomici tengono viva la zona in ogni stagione. Eppure, passeggiando tra le strade di At-Turaif o sorseggiando un tè all’ombra delle mura antiche, si avverte ancora quella calma che rende Diriyah un luogo speciale nel panorama mediorientale.
In fondo, Diriyah è un raro esempio di equilibrio tra innovazione e memoria. Un posto dove passato e futuro dialogano senza perdere la propria autenticità. Un vero laboratorio vivente – come lo chiamano gli abitanti – che continua a stupire chi varca le sue porte.