Tensione alle stelle: Trump intensifica la battaglia contro i narcos nel Venezuela con portaerei in azione

Washington, 12 giugno 2024 – La tensione tra Stati Uniti e Venezuela si è fatta ancora più alta nelle ultime ore, dopo che il Pentagono ha confermato un attacco letale contro una barca di presunti narcotrafficanti nelle acque internazionali vicino ai Caraibi. L’azione, ordinata direttamente dal presidente Donald Trump, ha causato la morte di quattro uomini. Le forze armate americane hanno avuto un ruolo diretto e stanno aumentando la loro presenza navale nella zona. Il rischio di uno scontro militare tra Washington e Caracas, già teso da mesi, oggi sembra davvero più concreto.

Attacco in mare: quattro morti tra i narcotrafficanti

Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha spiegato che l’attacco è avvenuto martedì mattina. Una nave della marina statunitense ha intercettato e colpito una barca sospettata di trasportare stupefacenti lungo una rotta conosciuta per il traffico illegale. “Oggi, su ordine del presidente Trump, il Dipartimento della Guerra ha colpito con un attacco letale un’imbarcazione del narcotraffico, gestita da un’Organizzazione Terroristica Designata, nell’Oceano Pacifico orientale”, ha scritto Hegseth in un post su X (ex Twitter) alle 10:47 ora locale.

A bordo c’erano quattro uomini, definiti “narcoterroristi”, tutti uccisi durante l’operazione. Nessun militare americano è rimasto ferito. Il Pentagono ha diffuso un breve video, poche immagini notturne, che mostra l’esplosione della barca colpita. Non sono stati dati dettagli sulle identità delle vittime né sulla nazionalità della barca.

La portaerei Ford si avvicina al Venezuela

Mentre il Pentagono confermava l’attacco, fonti militari statunitensi hanno riferito che la portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande e tecnologica della flotta americana, sta navigando verso le acque venezuelane. La nave, lunga più di 330 metri e con oltre 4.500 persone tra equipaggio e piloti a bordo, è partita dalla base di Norfolk, in Virginia, il 7 giugno scorso. Da allora, secondo i tracciamenti satellitari, ha percorso quasi 2.000 miglia nautiche verso sud.

Secondo fonti ufficiali, l’obiettivo è “rafforzare la lotta contro il narcotraffico internazionale” e “proteggere gli interessi degli Stati Uniti nella regione”. Ma per Caracas la presenza di una portaerei così vicina alle sue coste è vista come una minaccia diretta. Il governo di Nicolás Maduro ha convocato d’urgenza il consiglio di sicurezza nazionale e ha chiesto l’intervento dell’ONU.

Caracas risponde: paura e manifestazioni

La notizia dell’attacco è arrivata a Caracas poco dopo le 13:00 locali. In centro città, tra Plaza Bolívar e il Palacio de Miraflores, si sono radunati gruppi di sostenitori del governo che hanno gridato slogan contro gli Stati Uniti. “Non accetteremo provocazioni”, ha detto il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino López in una conferenza stampa trasmessa dalla tv di Stato. “Difenderemo la nostra sovranità con ogni mezzo”.

Fonti diplomatiche europee a Caracas raccontano di un clima teso, anche se per ora non si notano movimenti insoliti tra le forze armate locali. Ma la paura di una possibile escalation militare è palpabile. “La situazione è molto delicata”, confida un funzionario dell’ambasciata spagnola. “Basta poco per far scoppiare tutto”.

Narcotraffico e scontri diplomatici dietro la crisi

Gli Stati Uniti da tempo accusano il Venezuela di essere un punto chiave per il traffico di cocaina verso Nord America ed Europa. Secondo dati della DEA, almeno il 15% della droga sequestrata negli ultimi due anni sarebbe passata da porti o aeroporti venezuelani. Caracas respinge ogni accusa, parlando di “montatura politica”.

La crisi attuale si inserisce in un quadro già segnato da sanzioni economiche, accuse di spionaggio e tentativi falliti di mediazione internazionale. Solo pochi giorni fa, Trump aveva avvertito di non esitare a usare la forza contro i cartelli della droga che minacciano la sicurezza americana.

Cosa succederà? La comunità internazionale osserva

Per ora non si segnalano nuovi attacchi o incidenti nelle acque caraibiche. Ma la presenza della portaerei Ford e l’aumento della tensione verbale tra le due parti fanno temere nuovi scontri nei prossimi giorni. La comunità internazionale segue con attenzione: l’Unione Europea invita alla calma, mentre la Russia, alleata storica di Maduro, chiede agli Stati Uniti di “rispettare la sovranità venezuelana”.

Resta da vedere se questa crisi sfocerà in uno scontro diretto o se si troverà una via diplomatica. Intanto, a La Guaira e nei quartieri popolari di Caracas, si respira un’aria di attesa e incertezza.

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