Chennai, 1 febbraio 2026 – Nel cuore del Tamil Nadu, a sud dell’India, il villaggio di Kanadukathan sta lentamente uscendo da un lungo sonno. Negli ultimi anni, grazie all’apertura di nuovi hotel in palazzi storici restaurati e all’ampliamento dell’aeroporto di Tiruchirappalli, il turismo ha cominciato a prendere piede in questa zona chiamata Chettinad. Qui, a circa un’ora e mezza di macchina dall’aeroporto, i visitatori si ritrovano in un paesaggio fatto di viuzze polverose, mucche al pascolo e vasche dei templi dove i fedeli si immergono prima delle preghiere. Ma la vera sorpresa arriva quando, al posto delle solite case modeste, spuntano all’improvviso le imponenti dimore storiche dei mercanti Chettiar, che si susseguono per chilometri lungo le vie del paese.
Chettinad e le sue dimore: un patrimonio senza eguali
Kanadukathan è solo uno dei 73 villaggi e due cittadine che formano la regione di Chettinad, famosa per ospitare circa 10.000 case storiche. Molte di queste abitazioni, spesso abbandonate o in rovina, raccontano la storia di una comunità di mercanti che tra Ottocento e Novecento ha investito la propria ricchezza in edifici sontuosi. Le facciate sono un vero mosaico: balaustre all’italiana, colonne di marmo classiche, porte in tek birmano e statue induiste. Ogni palazzo è diverso dall’altro: alcuni hanno torrette da castello, altri terrazze panoramiche o cortili interni che sembrano piazze.
Le guide del posto spiegano che questo stile così vario rispecchiava il gusto cosmopolita dei Chettiar, commercianti con legami in Birmania, Malesia e Sri Lanka. “Portavano a casa materiali e idee da ogni viaggio”, racconta una guida. “E preferivano investire qui, piuttosto che all’estero”.
Il turismo di lusso nelle antiche case dei mercanti
Solo negli ultimi anni, con l’apertura di hotel ben curati nelle dimore storiche, il turismo ha iniziato a decollare. Il primo a puntare su questa formula è stato The Bangala, ancora oggi guidato da Meenakshi Meyyappan: nel 1999 trasformò la casa di famiglia del marito da club privato a struttura ricettiva. L’atmosfera è quella di una vecchia casa di famiglia: mobili d’epoca spaiati, verande ombreggiate e fotografie in bianco e nero appese alle pareti.
Più recente è l’arrivo di THE Lotus Palace, hotel del gruppo THE Park Hotels. Qui la facciata, appena ridipinta con un’esplosione di rosso, blu reale e ocra, accoglie gli ospiti tra colonne ioniche e statue induiste. Il personale, vestito con sari verde pistacchio, accompagna i visitatori sotto portici sorretti da pilastri in satinwood e attraverso porte in tek intagliato con motivi di foglie e pappagalli neri.
Dai grandi festeggiamenti al relax: come cambiano gli spazi
Queste case erano nate per ospitare grandi clan e cerimonie: matrimoni, riti religiosi, feste che duravano giorni interi. Oggi gli spazi sono stati adattati ai bisogni dei turisti. A THE Lotus Palace, per esempio, il primo cortile – un tempo luogo di ritrovo familiare – è diventato una luminosa zona relax decorata da pittori locali. Il secondo cortile, dove si mangiava e dormivano le donne della famiglia, è ora un’area verde per i pasti; il terzo, un tempo cucina, è stato trasformato in piscina.
Le camere nascono dalle vecchie stanze che si affacciavano sui cortili interni. Ma basta uscire per strada per vedere tante altre case segnate dal tempo: facciate scrostate, rampicanti che crescono tra le tegole, portoni che avrebbero bisogno di una mano di vernice.
I Chettiar: una storia di grandezza e declino
La storia dei Chettiar è fatta di una rapida ascesa e di un altrettanto rapido declino. Mercanti di gemme e spezie fin dal XIII secolo, furono costretti a spostarsi nell’entroterra dopo uno tsunami. Qui diventarono prestatori itineranti e nel XIX secolo furono un pilastro dell’economia dell’Impero britannico. Sulle facciate delle loro case spesso si vede la statua della dea Lakshmi, simbolo di prosperità.
Dopo la Seconda guerra mondiale e l’indipendenza dell’India, però, la fortuna cambiò. Le attività commerciali subirono duri colpi e molte famiglie scelsero di investire nell’istruzione dei figli piuttosto che nelle proprietà. Oggi molte dimore sono divise tra numerosi eredi o lasciate andare.
Tradizioni artigiane e sapori di Chettinad: il volto che torna a vivere
Il turismo sta però dando nuova vita ad alcune tradizioni. Gli hotel organizzano visite alle botteghe dove si tessono i celebri sari di cotone di Chettinad o si realizzano a mano le piastrelle colorate di Athangudi. Il negozio di Nelli, poco lontano da THE Lotus Palace, vende cesti kottan e asciugamani fatti a mano: qui le donne delle città fanno scorta di tessuti, videochiamando le amiche per scegliere i colori.
Anche la cucina locale è un richiamo forte: nei ristoranti degli hotel si può assaggiare il Raja Virundhu, il “pasto degno di un re”, servito su foglie di banana con ventuno portate diverse, tra cui riso al mango, curry di montone e cavolfiore fritto. Nel pomeriggio, il tè nella Red Room è accompagnato da polpette speziate, ceci al cocco e dolci di farina di dal.
Mentre si gustano questi piatti circondati dallo splendore un po’ decaduto delle dimore storiche, viene naturale chiedersi se il turismo riuscirà davvero a restituire qualcosa alla comunità locale. Per ora, una scintilla sembra accendersi tra le strade polverose di Kanadukathan.