Tragedia in mare a Livorno: un uomo perde la vita intrappolato al timone

Livorno, 26 febbraio 2026 – La Procura di Livorno ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo e naufragio colposo dopo la morte di Nico Ulivieri, 31 anni, pilota di pilotina, deceduto martedì all’imboccatura del porto. L’indagine, ancora senza indagati, è nelle mani del pubblico ministero Niccolò Volpe, che nelle prossime ore disporrà l’autopsia. La tragedia si è consumata mentre Ulivieri stava manovrando la sua pilotina, subito dopo aver accompagnato a bordo del mega yacht Calypso il pilota del porto.

Sotto la lente della Capitaneria: i primi interrogatori e rilievi

La Capitaneria di porto continua a scavare nella dinamica dell’incidente. Ieri sono stati ascoltati il pilota portuale, l’equipaggio e il comandante del Calypso. Il maxi yacht, con bandiera delle Isole Cayman, era impegnato in prove in mare e stava rientrando al Cantiere Azimut Benetti quando la prua del Calypso ha urtato la fiancata della pilotina, facendola affondare.

Sulla banchina davanti alla Capitaneria proseguono i controlli sulla pilotina recuperata. Gli inquirenti stanno esaminando i danni, mentre la Procura ha già acquisito i video delle telecamere dell’Avvisatore Marittimo, attive nella zona. Dalle prime informazioni, il tempo era buono, senza condizioni meteo avverse: un particolare che complica ulteriormente la comprensione di cosa sia successo.

Il recupero di Ulivieri e le prime ipotesi

Nico Ulivieri si trovava nella cabina di pilotaggio al momento dell’impatto. I sommozzatori dei vigili del fuoco lo hanno trovato lì, dopo un’immersione per recuperarlo. Secondo le prime ricostruzioni, il violento colpo potrebbe averlo fatto perdere conoscenza subito. I soccorsi hanno tentato di rianimarlo a lungo, senza successo.

L’autopsia sarà fondamentale per capire come è morto. Nel frattempo, gli investigatori incrociano i dati tecnici, le testimonianze raccolte e le immagini delle telecamere. “Stiamo cercando di ricostruire ogni dettaglio”, ha detto una fonte della Capitaneria. Al momento nessuna pista è esclusa: si indaga su possibili errori di manovra, problemi di comunicazione tra le due imbarcazioni o guasti tecnici.

Il cordoglio della comunità portuale

La morte di Nico Ulivieri ha colpito profondamente la comunità del porto di Livorno. I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno lanciato una raccolta fondi per aiutare la famiglia del giovane pilota. “Tutti i lavoratori del porto e della marineria stanno partecipando”, ha detto un delegato sindacale incontrato davanti alla Capitaneria.

Un gesto spontaneo, nato tra colleghi che conoscevano bene Nico e la sua passione per il lavoro. In queste ore molti si stringono attorno alla compagna, che tra pochi giorni darà alla luce la loro bambina. “Era felice, aspettava con gioia questo momento”, ha raccontato un amico di famiglia.

Il vescovo Giusti e il sostegno di Stella Maris

Anche la Chiesa livornese si è unita al cordoglio. Il vescovo Simone Giusti ha invitato la città a pregare, rivolgendosi in particolare alla compagna di Nico e alla figlia che sta per nascere. “Nel momento in cui la famiglia si preparava a una nuova vita – ha scritto Giusti – si trova ora a piangere una perdita così dura”.

Il vescovo ha ricordato l’impegno dell’associazione Stella Maris, da sempre vicina ai lavoratori portuali: “Saremo al fianco dei colleghi e della famiglia di Nico per offrire loro vicinanza e sostegno”. Un messaggio condiviso da sindacati e istituzioni locali, che stanno valutando iniziative in ricordo del giovane pilota.

Attesa per i risultati dell’inchiesta

Nei prossimi giorni saranno decisivi gli esiti dell’autopsia e le verifiche tecniche sulla pilotina. La Procura aspetta riscontri anche dai controlli sulla plancia di comando del Calypso e dai tabulati radio delle comunicazioni tra le due imbarcazioni. Solo allora si potrà mettere un punto fermo su cosa è successo martedì mattina all’ingresso del porto di Livorno. Intanto, la città resta sospesa tra il dolore e l’attesa, con il cuore rivolto a una famiglia straziata troppo presto.

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