Un incontro esclusivo con Chris Hancock: scoperte e curiosità sul 21° Wild Turkey Classic Plastic

Ventura, 21 novembre 2025 – Sabato 29 novembre, al largo di Ventura, California, torna la 21ª edizione della Wild Turkey Classic Plastic, la regata che ogni anno raduna velisti e appassionati di barche d’epoca. Organizzata dal Ventura Sailing Club, questa gara si distingue per l’atmosfera rilassata e per la partecipazione di imbarcazioni costruite oltre vent’anni fa. Ma non solo: la competizione è aperta a tutte le barche, con categorie dedicate sia ai monoscafi che ai multiscafi.

Wild Turkey Classic Plastic: la festa delle barche “plastiche” di ieri e oggi

Il nome della regata racconta già molto. “L’idea era far correre le vecchie barche in vetroresina, quelle spesso escluse dalle regate tradizionali,” spiega Chris Hancock, vice commodoro del Ventura Sailing Club, raggiunto via email. La scelta del periodo? “Il weekend dopo il Ringraziamento era libero nel calendario delle gare, da qui il riferimento al ‘Turkey’,” aggiunge Hancock.

Col tempo, la regata è cambiata. Da evento riservato alle barche con almeno vent’anni sulle spalle, oggi è aperta a tutte le età e tipi, con divisioni per epoca e categoria. “Cerchiamo di tenere il passo coi tempi e di riempire la linea di partenza,” confida Hancock. “Come diciamo sul sito, vogliamo solo andare a vela.”

Per agonisti e amatori: una regata per tutti

La Wild Turkey Classic Plastic attira un pubblico variegato. Ci sono i regatanti più agguerriti, ma anche chi vuole semplicemente godersi una giornata in mare durante il lungo ponte. “Alcuni sono super competitivi, altri puntano solo al divertimento,” racconta Hancock. Il clima della California del sud aiuta: mentre altrove si tirano fuori sci e giacche pesanti, qui spesso basta una maglietta. Ma il tempo può cambiare in fretta. “Ho visto giornate calme come una piscina e altre con vento forte e cielo grigio. Meglio portare pantaloncini e cerata,” consiglia il vice commodoro.

Partenza a inseguimento e percorsi “a sorpresa”

La regata parte e arriva vicino alla Mandalay Buoy, ma il percorso viene deciso solo la sera prima dalla giuria e comunicato via email. Una caratteristica originale è il formato “pursuit”, cioè a inseguimento: ogni barca parte a orari diversi, calcolati secondo il proprio handicap. In teoria, dovrebbero arrivare tutte insieme; in pratica, spesso si arriva al fotofinish. “Abbiamo visto tante volate emozionanti grazie a questo sistema,” ricorda Hancock.

I percorsi tradizionali prevedono triangoli tra boe già esistenti e a volte piattaforme petrolifere come punti di riferimento, per un totale di circa 15 miglia nautiche. Quest’anno potrebbe esserci una novità: una boa potrebbe diventare linea di partenza anziché di giro, per facilitare l’ingresso alle barche di Ventura e incoraggiare la presenza dei catamarani da spiaggia.

Doporegata in crescita

Fino a qualche anno fa, la premiazione era una semplice email con i risultati e la consegna delle bottiglie di Wild Turkey durante la riunione successiva. Quest’anno, però, si cambia musica. Chuck Manley, socio storico del club e dell’Anacapa Yacht Club, mette a disposizione la sede dell’Anacapa per un after party con chili di bisonte fatto in casa e bar aperto. “Anche il doporegata si sta trasformando,” sottolinea Hancock.

Un club senza fronzoli, solo vela

Il Ventura Sailing Club si chiama “sailing club”, non yacht club: niente esclusività, solo passione per la vela. Le riunioni si tengono il secondo martedì del mese al Victoria Pub di Ventura. “Siamo un gruppo aperto e accogliente,” conclude Hancock. Tutte le info sulla regata e sulle attività del club sono sul sito www.venturasailingclub.org.

Se cercate una giornata diversa, in mare aperto, tra vele colorate e storie di barche che hanno fatto la storia della vetroresina, l’appuntamento è sabato 29 novembre, a Ventura.

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