Un viaggio sorprendente: esplorare il mare tra le montagne di Apella

Licciana Nardi (Massa-Carrara), 18 febbraio 2026 – Scoprire i fondali oceanici senza bagnarsi, restando tra i castagneti della Lunigiana: questa è la proposta dell’Associazione mineralogica di Pontebosio. Sabato 21 febbraio, alle 16, partirà un’escursione speciale ad Apella, un piccolo borgo nel comune di Licciana Nardi. L’iniziativa, organizzata insieme all’Ecomuseo Alta Valle Taverone, si chiama “Il Mare sotto i nostri piedi” e promette di farci capire come la geologia racconti storie di abissi e creature scomparse, proprio lì dove oggi si cammina tra le colline.

Un viaggio tra mare e terra, raccontato dalle rocce

L’appuntamento nasce dalla voglia di far conoscere gli affioramenti di Flysch e Elmintoidi di età tardo cretacea, che si trovano intorno ad Apella. “Le rocce qui sono nate tra 83 e 70 milioni di anni fa, quando quello che oggi chiamiamo Lunigiana era il fondo dell’Oceano ligure-piemontese collegato alla Tetide”, spiega Mario Lazzerini Denchi, geologo e presidente dell’associazione, che a Pontebosio gestisce anche un piccolo museo. “Parliamo di Flysch, cioè depositi sedimentari con alternanze di calcari, marne, arenarie e argille”.

Durante la passeggiata, che parte dal centro del borgo, si potranno osservare da vicino queste stratificazioni e riconoscere le tracce degli Elmintoidi, creature simili a vermi che si muovevano nel fango calcareo. “Non troverete fossili veri e propri”, precisa Lazzerini Denchi, “ma le loro piste: segni sinuosi impressi nella roccia, che raccontano un ecosistema sottomarino ormai scomparso”.

Da fondali oceanici a castagneti verdi

Alle 18, nella Casa Nardi di Apella, si terrà il convegno “Dai fondali oceanici ai castagneti – Quando Apella era Mare”. Qui, davanti a un pubblico di appassionati e curiosi, i geologi spiegheranno come quella collina verde fosse un tempo coperta dall’acqua. “I sedimenti che vediamo sono il risultato di correnti di torbida”, aggiunge Lazzerini Denchi. “Queste correnti trasportavano i materiali verso i fondali più profondi, creando le cosiddette ‘torbiditi’”.

Una scoperta che ha avuto un impatto anche fuori dai laboratori: “Dagli anni Settanta si è capito che le torbiditi sono ottime rocce serbatoio per il petrolio”, dice il geologo. “Questa conoscenza ha cambiato il modo di cercare petrolio in tutto il mondo”. I sedimenti studiati in Lunigiana hanno aiutato a trovare giacimenti in posti come l’Africa occidentale, l’Oceano Indiano e il Golfo del Messico.

Lunigiana, un museo a cielo aperto

Al convegno parteciperà anche Alessandra Curotti, geologa del Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano, che illustrerà i luoghi più interessanti della catena tra Toscana ed Emilia. “La Lunigiana offre affioramenti unici”, ha detto Curotti. “Qui si può leggere la storia della Terra direttamente nelle rocce”.

A moderare l’incontro sarà il dottor Alcide Baldas. Tra il pubblico sono attesi studenti, studiosi e semplici cittadini curiosi di scoprire che sotto i loro piedi si nascondono tracce di un oceano di milioni di anni fa. L’evento vuole anche valorizzare il territorio, unendo natura, scienza e memoria.

Guardare la Lunigiana con occhi nuovi

“Quando camminiamo qui, difficilmente pensiamo che milioni di anni fa queste colline fossero sommerse e popolate da creature marine”, riflette Lazzerini Denchi. Eppure, basta guardare con attenzione le rocce per scoprire un passato sommerso. L’escursione e il convegno sono un’occasione per avvicinare tutti alla geologia, una scienza spesso vista come lontana, ma che sa raccontare storie affascinanti.

Per informazioni e prenotazioni, l’Associazione mineralogica di Pontebosio invita a visitare il proprio sito o a passare dalla sede museale. L’appuntamento è sabato pomeriggio: ad Apella, tra castagni e antiche pietre, si potrà camminare davvero “sul mare”.

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