Venere si svela: la mostra imperdibile alla Galleria dell’Accademia

Firenze, 3 novembre 2025 – Da domani, 4 novembre, fino al 1 febbraio 2026, la Galleria dell’Accademia di Firenze apre le sue porte a “Venere che entra nel bagno del mare”, la mostra dedicata a Luigi Pampaloni. Un evento importante, che segna l’ingresso di un prezioso bozzetto in terracotta nelle collezioni del nuovo sistema museale formato dalla Galleria dell’Accademia e dai Musei del Bargello. La mostra, curata da Giulia Coco, storica dell’arte e responsabile della Gipsoteca, nasce proprio per celebrare questa acquisizione. Il percorso, pensato per coinvolgere il visitatore, racconta il processo creativo della scultura ottocentesca.

Un bozzetto ritrovato che racconta il mestiere dello scultore

Il bozzetto in terracotta, recuperato sul mercato antiquario e ora parte delle collezioni pubbliche, è il punto di partenza di un viaggio dentro l’atelier di Pampaloni. “Con l’acquisizione di questo bozzetto possiamo finalmente parlare di un tema che è nel DNA della Galleria: il fare artistico”, ha spiegato Giulia Coco durante la presentazione. A fianco di questo pezzo, si possono vedere anche il modello in gesso e una replica in marmo dell’opera – tutte opera di Pampaloni – che aiutano a seguire passo dopo passo la nascita della scultura, dall’idea iniziale fino al lavoro finito.

Ma non è tutto. La curatrice sottolinea anche il valore simbolico di questa acquisizione, che richiama la tradizione didattica dell’Accademia, famosa per la sua collezione di gessi. “Nelle opere di Lorenzo Bartolini e Luigi Pampaloni si ritrovano i temi della formazione, della creazione e della pratica artistica”, ha aggiunto Coco.

Luigi Pampaloni, tra classico e modernità

Nato a Firenze nel 1791, Pampaloni si è formato all’Accademia di Belle Arti della città e poi a Carrara, sotto la protezione di Elisa Baciocchi. È stato allievo di Lorenzo Bartolini e ha perfezionato il suo stile con Francesco Carradori e Stefano Ricci. Il suo linguaggio unisce l’idealismo classico con una sensibilità più naturale, dando vita a opere segnate da intimità e misura.

La Venere che entra nel bagno del mare, scolpita in marmo tra il 1836 e il 1838 per l’americano Meredith Calhoun (l’opera originale oggi non è più rintracciabile), è una rilettura raffinata della tradizione canoviana. Pampaloni trasforma il mito in un gesto semplice, quasi quotidiano, restituendo a Venere una nuova naturalezza. “Lavorava con sobria sincerità, frutto di studi sull’antico e su Canova, rielaborati in chiave purista e romantica”, osserva ancora Coco.

Arte e tecnologia per una mostra aperta a tutti

Oltre al bozzetto in terracotta e al modello in gesso (che arriva dall’Accademia di Belle Arti di Firenze), la mostra espone una replica in marmo – oggi in una collezione privata inglese – e un modello tattile del bozzetto preparatorio. Questo modello, realizzato in resina epossidica, nasce dalla collaborazione tra l’Accademia e l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Firenze, grazie a una scansione 3D fatta dal nuovo XR|Lab dell’Accademia, guidato dai professori Juri Ciani e Gerardo de Simone.

Il modello tattile permette anche a chi non vede o ha problemi di vista di toccare e conoscere l’opera. “La mostra offre così una visita più inclusiva”, ha spiegato Andreina Contessa, direttrice del sistema museale Galleria dell’Accademia e Musei del Bargello da poco al suo incarico. “L’esposizione unisce ricerca artistica, riflessione teorica e l’uso delle nuove tecnologie per rendere l’arte accessibile a tutti”.

Un catalogo approfondito e tante attività per il pubblico

A corredo della mostra, è stato pubblicato un catalogo scientifico da Sillabe, con saggi di Giulia Coco, Elena Marconi, Carlo Sisi ed Eleonora Pucci. I testi approfondiscono la poetica di Pampaloni, il contesto storico e artistico e le tecniche che portano “dall’argilla al marmo”.

Nei tre mesi di esposizione ci saranno visite guidate in italiano e in inglese, curate dallo staff della Galleria dell’Accademia e dei Musei del Bargello. Non mancheranno appuntamenti accessibili: sono infatti previste visite in LIS (Lingua dei Segni Italiana), grazie alla collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi di Firenze.

Quando la mostra chiuderà, il bozzetto in terracotta entrerà a far parte della collezione permanente nella Gipsoteca della Galleria dell’Accademia. Un gesto concreto che conferma l’impegno dei musei fiorentini a valorizzare il patrimonio scultoreo dell’Ottocento e a raccontare quel fare artistico che è il cuore dell’identità della Galleria dell’Accademia e dei Musei del Bargello.

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